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Imu seconda casa: la situazione nel 2023

Il possesso di un immobile, come già sappiamo, prevede una certa quantità di oneri ai quali non ci si può sottrarre e il pagamento di alcune specifiche tasse, come ad esempio l’IMU.

L’Imposta Municipale Unica rappresenta un tributo diretto di tipo patrimoniale, il cui versamento è diventato obbligatorio dal 2012 a seguito della manovra "Salva-Italia" del governo Monti: il pagamento è sancito a livello comunale per tutti i titolari di una determinata soluzione immobiliare.

Ma come fare nel caso in cui si possedesse più di un’abitazione? Il pagamento dell’ Imu per la seconda casa è ancora attivo nel 2023 o esistono delle casistiche per le quali il contribuente può esentarsi dal pagamento di tale imposta o ottenerne una riduzione? Cerchiamo di capirlo insieme. 

Imu seconda casa: le agevolazioni

Contrariamente a quanto si possa sperare, non esistono molti metodi per risultare esonerato dal pagamento dell' Imu per la seconda casa: l’unica casistica per la quale è garantita l’esenzione è riportata nella sentenza n. 209 della Corte Costituzionale, emanata il 13 ottobre 2022, secondo la quale è stato concesso alle famiglie di non procedere all’inoltro della tassa nel caso in cui entrambe le abitazioni possedute siano considerate “prima casa”. 

Questa decisione inedita e, per alcuni versi, innovativa, ha permesso l’abolizione del concetto per il quale possedere una doppia abitazione significhi automaticamente considerarne una delle due come “seconda casa”. 

In un ambito prettamente familiare, lo stato ha concesso ai coniugi di non pagare l’ Imu seconda casa, in cambio dell’osservanza dei seguenti obblighi:

  • L’obbligo di residenza o di dimora abituale nel secondo immobile per uno dei due coniugi.
  • Il dovere familiare di dimostrare il reale utilizzo di entrambe le soluzioni, attraverso l’esibizione di prove concrete, come l’ammontare mensile delle bollette.
  • Le due case devono essere necessariamente situate in due diversi comuni.

La corte di cassazione ha sancito l'effettivo passaggio dall'esenzione relativa solo ad una delle due case ad una doppia esenzione prevista per entrambe, ai fini di favorire, attraverso misure economiche concrete, la formazione e il mantenimento dei diversi nuclei familiari. Precedentemente a questa normativa, però, il trend di elusione della legge è stato registrato parecchie volte, tipico di quei casi in cui uno dei due coniugi abbia dichiarato il persistere di una residenza fittizia nelle case adibite a dimore estive, ai fini di evadere il pagamento Imu seconda casa

Spetterà ai comuni la verifica della veridicità relativa all’effettiva dimora abituale o della residenza dichiarata dal contribuente. 

Imu seconda casa: ulteriori agevolazioni

Nell’ambito della sentenza di cui sopra e al netto del sussistere delle casistiche precedentemente illustrate, sarà anche possibile per i coniugi ricevere un rimborso delle tasse IMU pagate negli anni precedenti (prima della legge del 2022). La richiesta di tale risarcimento, dovrà essere inoltrata tramite una domanda specifica al comune di residenza in questione entro e non oltre i 5 anni dai versamenti effettuati, insieme ad una dichiarazione che attesti il cambio di destinazione della proprietà, in modo che essa possa essere considerata come residenza fissa o dimora abituale. 

Altre agevolazioni che cercano il più possibile di favorire il cittadino nell’ambito del pagamento dell’ Imu per la seconda casa sono regolate dall’articolo 13, comma 3 del decreto legislativo n. 201 del 2012: in questi casi l’ordinamento ha previsto una riduzione del 50% dell’imponibile Imu per le costruzioni nelle quali non è possibile il verificarsi della permanenza di persone o in generale per immobili inagibili. Il pagamento è decurtato della metà, relativamente ad ogni anno in cui sussistono le succitate caratteristiche abitative.

La detrazione al 50% è attiva anche nel caso di concessione in comodato gratuito dell’immobile ad un familiare, il quale, però, è obbligato a utilizzarlo come abitazione principale se vuole vedere dimezzati i contributi da versare. Lo sconto è applicabile anche nei confronti degli edifici con un certa importanza storica, per le case di pensionati residenti all’estero ed è rivolto a coloro i quali abbiano affittato una seconda casa con un contratto a canone concordato (in questo caso verrà decurtato il 75% dal totale della rata). 


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Inoltre…

  • Nel caso in cui una casa sia semplicemente disabitata o non abbia alcuna utenza di gas e luce attiva, ma goda di elementi che ne favoriscono l’abitabilità, la tassa Imu seconda casa sarà applicata in qualsiasi circostanza, senza prevedere alcun tipo di agevolazione (a meno che non si dimostri l’inagibilità). 
  • Il cittadino che non ha residenza nel comune dove l’immobile è ubicato o che provvede ad affittare la seconda abitazione senza canone concordato dovrà sempre provvedere al pagamento Imu seconda casa.
  • Qualora si dovesse procedere alla vendita della proprietà, la tassa sarà a carico del titolare fino al giorno del rogito.

Imu seconda casa: come provvedere al pagamento

L'introduzione dell’ Imu prima casa e dell’ Imu seconda casa ha sostituito le vecchie imposte Ici, le addizionali regionali e il pagamento attraverso Irpef. Per semplificare ulteriormente il sistema tributario, la legge di Bilancio del 2020 ha previsto che il contribuente potesse provvedere al pagamento dell’ Imu accorpandolo alla vecchia Tasi, in modo tale da essere agevolato da una minore burocrazia. 

L’inoltro dell'importo dell’ Imposta Municipale Unica è rateizzato attraverso due date differenti (anche se esiste la possibilità di pagare in un’unica soluzione), una il 16 giugno e l’altra il 16 dicembre. A giugno, nello specifico, bisognerà pagare essendo soggetti alle aliquote relative al precedente anno, mentre a dicembre è previsto un conguaglio regolato da normative comunali. Il calcolo della cifra è inerente all’anno in corso e ai mesi di possesso dell’immobile. 

Prima di procedere all’inoltro del denaro, si può verificare l’ammontare del totale attraverso la conoscenza della propria rendita catastale, contenuta nella relativa visura richiedibile on-line all’ufficio dell’ Agenzia delle Entrate, attraverso il contratto di acquisto e il proprio codice fiscale. 

Una volta ottenuta la rendita, si potrà procedere al calcolo della tassa moltiplicando il risultato per le aliquote comunali, per il coefficiente dell’immobile e procedendo alla moltiplicazione della rendita non rivalutata per il il 5%, moltiplicando a sua volta il valore ottenuto per 1.05. 

Fonti: casa.it; wikicasa.it

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